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Calcio moderno: meno gol e più tattica. Questo è il prezzo del progresso?

Ormai si segna sempre di meno, l'eccessivo progresso delle tattiche e di altri componenti hanno diminuito di molto lo spettacolo. Analizziamo quanto sta accadendo.


Alessandro D'AriaAlessandro D'AriaMatch Analyst

21/11/2025 16:10 - Altre notizie
Calcio moderno: meno gol e più tattica. Questo è il prezzo del progresso?

C’è un dato che sempre più spesso emerge nelle statistiche dei principali campionati europei: si segna di meno. Le medie gol per partita sono in calo, e le gare ricche di emozioni, ribaltamenti e spettacolo sembrano diventate una rara eccezione al giorno d'oggi.

Si segna sempre di meno

La nostra Serie A pare essere specchio fedele del calcio moderno, iperanalizzato e scientificamente preparato, che sta vivendo una trasformazione che lo rende più ordinato, ma anche meno istintivo e, forse, meno emozionante.  Lo studio che abbiamo condotto e che proponiamo in grafica, ha voluto esaminare il totale delle reti realizzate in Serie A dal 2004/05, cioè dall’avvento del torneo a 20 squadre. 


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calcio povero Serie A

Totale reti messe a segno e conseguente media gol a partita sono notevolmente calanti. In particolare, come evidenziato, gli ultimi 10 anni hanno impoverito notevolmente il nostro calcio di gol e di spettacolo. Immaginando una proiezione per quest’anno di 836 reti a fine campionato (data l’attuale media risicata di 2,2 gol a partita), in un decennio abbiamo perso 287 realizzazioni, pari al 25% di decremento.

I MOTIVI

Negli ultimi anni, l’evoluzione tattica ha toccato livelli di sofisticazione mai visti. Sistemi di pressing coordinato, linee difensive alte, “rest defense” studiate al millimetro e un uso massiccio dei dati stanno riducendo gli spazi e i margini d’improvvisazione. Le squadre difendono in blocco, attaccano in modo corale, e raramente si sbilanciano. In un calcio dove ogni metro conta, l’errore è diventato un lusso che nessuno può permettersi. Il risultato è un gioco estremamente equilibrato, ma anche più prevedibile. Gli attaccanti hanno sempre meno tempo e spazio per inventare, e la libertà creativa che un tempo distingueva i fuoriclasse viene spesso imbrigliata da schemi rigidi.

I “numeri 10” classici, simbolo di fantasia e rischio, sono quasi scomparsi, sostituiti da mezzali di corsa o trequartisti con compiti di pressing. Un altro fattore è la gestione della prestazione. Con calendari compressi, viaggi continui e carichi fisici elevatissimi, gli allenatori tendono a ridurre le fasi di transizione e a controllare il ritmo del gioco per non consumare energie. Anche la mentalità è cambiata: oggi “non prendere gol” vale quanto “segnare un gol in più”. Tuttavia, resta una domanda aperta: fino a che punto la ricerca dell’efficienza può convivere con l’essenza emotiva del calcio? La spettacolarità è parte integrante di questo sport, e la passione dei tifosi nasce proprio dall’imprevedibilità, dalla giocata fuori schema, dal gol inaspettato. Il calcio del futuro dovrà forse trovare un nuovo equilibrio tra scienza e arte, tra controllo e caos. Perché se è vero che la tattica vince le partite, è altrettanto vero che sono i gol — e le emozioni che li accompagnano — a far amare il calcio.


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Alessandro D'AriaAlessandro D'Aria
Match Analyst e Football Data Analyst certificato ed abilitato alla professione. Giornalista pubblicista iscritto all'ODG Campania, a fine anni '90 ha seguito da vicino il Napoli, sia Primavera che prima squadra.

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